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Famiglia: Luserna (Lucerna)
Delle Valli di Lucerna.
Già Monsignor della Chiesa, che é poi sempre il grande oracolo e padre della Storia Subalpina, diceva che l’origine dei Luserna, “resta sepolta nelle ceneri dei frequenti incendi (Descrizione Piemonte II, 38)”. Si immaginarono molti sistemi fino allo ultimo del fecondo cavaliere Benedetto di Vesme (Origini feudalità piemontese; In Biblioteca Storica Subalpina, I, 74). Ma tutto ciò darà lungo argomento a discussioni erudite.
Certo é che i Lusernidi sono delle più importanti ed antiche schiatte del Piemonte e procedono dai cos“ detti Merlenghi, sorti verso il cadere del X secolo.
Dominarono le vallate Lucernesi e Campiglione, Baudanasca, Bibiana, Macello, in consorzio Sommariva Bosco, e, prima dei Solaro: Moretta e Villanova, poi Solaro.

Molte famiglie furono aggregate o consorziate nei feudi della valle e colla stirpe dei Luserna non si hanno da confondere: esse furono:

Albertengo
Annebaud (D’) per Barbara, moglie di Girolamo Porporato, investito parte di Villar.

Averaldi Massena Rinaldi
Bauduchi Merloni Riva (Della)
Beggiami Miolans Rovere (Della)
Belli Mocchia Santi
Bernardi Opezzi Scaglia
Bersatori Oriani Tana
Bollati Ostero Tibaudi
Calusio PaRpaglia Torosani
Fapoco Perasco Torre (della)
Garreto (de) Pieia Torti
Grimaldi di Busca Ponte (del) Ugonini
Gogni Porporato Volvera
Martelli Ressano.

I Luserna coi Piossasco, coi San Martino e coi Valperga formavano la classe distintissima detta “dei quattro nobili del Piemonte” i quali, nelle occasioni solennissime del giuramento della fedeltà a Sovrani, procedevano la nobilà e si facevano rappresentare; ciascuna casata, da un solo procuratore di loro stessi.
Fin dai tempi e molto remoti, cioé dal secolo XII, erano i signori, o conti, di Luserna distinti nelle tre grandi stirpi, che assunsero, probabilmente da cognomi o soprannomi, le denominazioni di Bigliori (Bigliatori), Rorenghi e Manfredi.
Sopravvissero i Rorenghi ed i Manfredi.

Pietro Francesco, insinuatore (1636, 16 giugno).


Bandato d’argento e di rosso (Fiori Blasoneria). I Biglione consegnarono (1614) “Tre bande di argento in campo rosso”. Cimiero: Leone alato, a destra d’argento, a sinistra di rosso, coronato d’oro, tenente un trapano. Motto: A. BON. DROIT. ed altre, in alto: LUX. IN. TENEBRIS. LUCET. I Manfredi, nello stesso Consegnamento; Inquartato: al 1° troncato di Castiglia (di rosso alla Castiglia torricellata di tre pezzi, di oro), e di Austria (di rosso alla fascia d’argento); al 2° e 3° di Luserna; al 4° di rosso, all’aquila d’argento e sul tutto di Savoia moderna. Cimiero: Leone coronato d’oro. Motto: LUX. IN. TENEBRIS. LUCET.
Usarono frequentemente l’impresa della candela nel candeliere; della lampada attorniata da stelle, della mano che tiene una face ecc… coi Motti: LUX. IN. TENEBRIS. LUCET. ed anche LUCERNA. PEDUM. MEORUM. TUUM. DOMINE. Si parla pure, dalli scrittori Valdesi e dall’abate Bernardi, di un sigillo colla lucciola cinta di tenebre (sic); ma nessuno l’ha veduto (Lettere a me, 1888, 12 gennaio, di Vincenzo Promis), e dovrebbe essere del 1256.
Stemma napoleonico: Non fu ottriato, perché non si emanarono le lettere patenti (Révérend, III, 158) per la morte del concessionario.
Gen. Nome
Volume: 16 Pagina: 399 Cat. Vivant: 24025
   

 

 

   
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