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Palazzo Birago di Borgaro
Il Conte Augusto Renato Birago di Borgaro, acquistato il terreno nel 1716, affidò la progettazione a Filippo Juvarra, da appena due anni a Torino.
La facciata caratterizzata dalle colonne aggettanti che sostengono il balcone sopra il portone di ingresso, era coronata da una balaustra ornata di statue, di cui restano solo le parti laterali.
Un contenuto atrio si apre su uno scenografico cortile, dietro al cui fondale, con fontana e statua, si sviluppa il cortile per le carrozze, un tempo dotato di ingresso autonomo.
A sinistra dell'atrio un ampio scalone di marmo porta al piano nobile, che rispetta lo schema a saloni passanti.
Morti in tenera età i figli, Augusto Renato adottò Renato, di un altro ramo dei Birago, i Conti di Vische, secondogenito del Conte Ignazio, architetto partecipante ai lavori del palazzo.
I Birago erano una delle più illustri casate di Francia e d'Italia, di origine Lombarda. Ebbero in feudo Borgaro (1671) con i Falletti di Barolo, nella divisione dell'eredità del Conte Ottavio Provana di Druent.
Molti gli illustri personaggi, i poeti, gli ambasciatori. Carlo Ludovico fu feldmaresciallo del Principe Eugenio e con lui combatté per tutta Europa.
I Birago nel loro castello di Vische diedero origine all'industria delle porcellane, dette appunto di Vische.
Nell'800 acquistarono il parco detto oggi di Villa Genero. Al loro estinguersi (1932) un settimanale torinese dedicò ai fasti della famiglia un importante articolo, a dimostrazione di quanto ne fosse ancora vivo il ricordo.