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Nel 1692 Ottavio Provana di Druent (il famoso "Monsu Druent, note per le sue bizzarrie) decise di costruire un sontuoso palazzo in città là dove esisteva già un precedente edificio di casa Druent, Chiamò il noto architetto Baroncelli ed attirò un po' da tutta Italia i migliori artigiani e le migliori maestranze dell'epoca per decorarlo.
Ebbe una sola figlia, Elena Matilde, che diede in moglie a Gerolamo Gabriele IV, Marchese di Castagnole, figlio del Marchese Falletti di Barolo.
Per motivi economici l'amore tra gli sposi venne poi contrastato da Monsu Druent, finché la povera Matilde in un freddo giorno d'inverno, il 24 febbraio del 1701 si buttò da una finestra e poco dopo morì.
Il palazzo passò quindi ai Falletti di Barolo, che nelle due successive generazioni lo ampliarono ancora, chiamandovi a dare un contributo anche il Conte Benedetto Alfieri..
Ultimo proprietario fu Carlo Tancredi , uomo di grande cultura (a palazzo visse come bibliotecario per molti anni, fino alla morte, Silvio Pellico), membro della Reale Accademia delle Scienze, sindaco di Torino. Sposò nel 1807 Giulia Vittorina Colbert di Maulévrier, di famiglia vandeana, la cui carità, per altro sempre assecondata dal marito, sta per ricevere gli onori dell'altare.
Giulia di Barolo lasciò il cospicuo patrimonio alla Opera pia Barolo, da lei istituita. |
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