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Saluzzo
Discendenti da Bonifacio marchese di Liguria Occidentale, i Saluzzo furono dal XII al XVI secolo sovrani indipendenti del marchesato di Saluzzo, uno stato assai vasto e potente, composto, a corona della capitale da cui i marchesi traevano il nome, non dal solo Saluzzese ma anche da molti altri luoghi nei pressi di Cuneo, nell'Albese, nell'Astigiano e nel Monferrato. La storia della famiglia è collegata, anche attraverso vincoli di sangue, a quella di tutte le grandi dinastie d'Europa: agli imperatori, ai re, ai principi sovrani di cui fu, di tempo in tempo, alleata o nemica. Alcuni personaggi ebbero, nel corso dei secoli, fama ed importanza europee.
Dei rappresentanti più antichi possono essere ricordati tra tanti personaggi notevoli, Filippo, governatore generale della Sardegna nel XIII secolo e, nel 1324, viceré di Sicilia; Manfredo, maresciallo di Savoia nel 1426 e Ludovico, viceré di Napoli nel XV secolo. Tra i religiosi spiccano Amedeo, cardinale (1383) e cancelliere di Santa Romana Chiesa; Pietro, vescovo di Mende nel XIV secolo e Gabriele, Vescovo di Aine nella prima metà del '500. Significativi, per numero e qualità, gli storici e letterati: Tommaso III fu autore tra il 1394 e il 1395 del fortunato romanzo cavalleresco Le chevalier errant; Giovanni Andrea, marchese di Castellar è noto grazie ad un prezioso Memoriale in cui minuziose annotazioni consentono di conoscere i maggiori avvenimenti riguardanti Saluzzo e il Piemonte tra il 1482 e il 1528; Angelo Saluzzo di Monesiglio fu nel 1717 uno dei fondatori dell'Accademia delle Scienze, Diodata (1774-1840), appartenente al medesimo ramo, fu la maggiore poetessa italiana del suo tempo; un suo fratello, Cesare, generale di artiglieria, fu egli stesso poeta, ma è principalmente ricordato per avere pubblicato vasti studi sulla storia militare del Piemonte. Nel corso dei secoli i Saluzzo si divisero in numerose diramazioni, a ciascuna delle quali toccarono porzioni dell'enorme patrimonio feudale originario. Ebbero origine così le linee, ormai tutte estinte, dei marchesi di Dogliani (poi divisi nelle sottolinee di Cissone, Clavesana, Marsaglia e Rodino), di Lequio, di Paesana, di Monesiglio, di Valgrana, di Cardè, della Manta, di Terzuolo, di Bonvicino ed altre ancora. Quando il marchesato di Saluzzo, cinto d'assedio dalle mire espansionistiche sabaude e francesi e indebolito da conflitti interni, cadde definitivamente sotto il dominio dei Savoia, i rappresentanti di alcuni rami mantennero la loro residenza nell'antica capitale dei loro avi, altri si ritirarono nei poderosi castelli del saluzzese di cui continuarono a lungo ad essere padroni, altri ancora si stabilirono in Torino. Tutti si mantennero sino alla loro estinzione al vertice delle gerarchie sociali e militari dello Stato sabaudo.