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Balbo Bertone di Sambury
Secondo antiche tradizioni familiari sul campo di battaglia di Legnano, nel 1176, sarebbero morti cinquanta uomini di casa Balbo. Essi avrebbero combattuto strenuamente contro il Barbarossa per vendicare la città di Chieri, loro patria che, circa vent'anni prima, era stata arsa per ordine imperiale. I Balbo, numerosi e ramificati già nel medioevo, appartenevano alla nobiltà d'albergo della potente repubblica di Chieri, nell'ambito della quale detenevano, sin dal Xll secolo, un ruolo preminente.
Il ramo dei Balbo Bertone si distinse non solo nella storia del Piemonte ma anche in quella di Francia.
I celebri duchi di Crillon e di Bouffiers erano giustappunto dei Balbo Bertone che, nel '400, avevano preso residenza ad Avignone. I Crillon espressero soprattutto grandi soldati. Louis (1543-1645), detto per antonomasia le brave Crillon, fu il più celebrato condottiero del '500 francese; Louis-Antoine Francois (1775-1832) fu vicere di Navarra; Gerard-Louis (1782-1870) maresciallo di Francia. Dai Crillon ebbero origine i duchi di Mahon, con una breve discendenza ed un significativo ruolo in Spagna.
In Piemonte la casata possedette molti feudi: la linea Balbo Simeone, staccatasi dal ceppo primogenito nel '200, ebbe Rivera, Montaldo, Pavarolo, Celle, Cavoretto e Santena; altre linee ebbero Pessione (dal 1351), Revigliasco (1361), Sambuy ( 1448), Breme, Mombello, Rivera, Lesegno. Tra i Balbo Bertone più noti nella storia piemontese possono essere ricordati Giulio Cesare, morto nel 1754, generale di fanteria; Carlo Emanuele (1723ca.-1803), tenente generale; Emilio (1790-1872), maggior generale, dedicò parte della propria vita allo sviluppo agricolo del Piemonte, rivestendo tra l'altro la carica di presidente dell'Accademia di agricoltura; Manfredo (1807-1874), diplomatico, fu ministro in Portogallo, Baviera e presso la Santa Sede; Vittorio (1792-1846), maggior generale, fu plenipotenziario a Vienna.
Il senatore Ernesto, per concludere con un personaggio piuttosto recente, operò attivamente a favore di Torino, sia come presidente dell'Accademia Albertina sia come consigliere comunale, dal 1867 al 1908. Rivestì la carica di sindaco dal 1883 al 1886. E' considerato l'artefice del risanamento del centro storico e della sistemazione delle vie IV Marzo, Pietro Micca e XX Settembre.