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Dai mass media
L'ignoranza, a volte la malafede, il travisamento dei fatti dettato da moda, da stereotipi ormai radicati, ogni tanto, leggendo i giornali o ascoltando la radio, ci fanno sobbalzare. Non sono solo le prodezze della "contessa" Marina Ripa di Meana, le disavventure erotico-sentimentale della Casa Reale d'Inghilterra o d'Italia, ma anche fatti minori, che confermano però come la nobiltà ed i valori che ad essa si attribuiscono e si riconoscono, abbiano ancora un'attenzione particolare, siano ancora vissuti come un ideale di comportamento, una rettitudine di costumi. Fa molto più notizia un nobile corrotto che le tangenti intascate da un politico qualsiasi, escono in prima pagina di tutti i quotidiani gli amori del Principe Carlo, mentre le avventure di attrici, cantanti ecc. sono spesso relegati solo in giornalucoli rosa. Dunque la nobiltà significa ancora qualcosa : il compito di Vivant ritengo che debba essere, in questo campo, correggere gli errori, evidenziare come un certo ceto sociale abbia saputo e possa ancora contribuire alla corretta gestione della Società, puntualizzando gli errori, contestando i falsi storici.

Due gli episodi recentemente registrati : Alfonso Lamarmora corrotto e una falsa contessa, l'Ariosto. Pubblichiamo l'articolo de La stampa di Domenica 3 marzo con la precisazione inviata sia all'autore, il giornalista Maurizio Lupo, sia a Specchio dei Tempi e la lettera inviata al TG3 ed al giornalista de La Stampa Armand Pilon a proposito dell "contessa" Ariosto (Armand Pilon aveva già pubblicato una smentita a proposito di un'altra falsa contessa, Anna Ferrero).

Tutto è rimasto senza risposta, ma riteniamo che sia importante che gli organi di informazione sappiano che non possono scrivere sempre ogni sorta di sciocchezze!