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Si fa presto a dire Contessa!
E' per lo meno curioso che non appena una persona, soprattutto una donna di elevata situazione economica, salga all'onore della cronaca, subito venga onorata (o si onori da sola!) con un titolo nobiliare: è successo ancora una volta a proposito di Stefania Ariosto (la supertestimone del caso Squillante), ricordata come "contessa" su diversi telegiornali di RAI3.
Non vogliamo certamente entrare nel merito di una questione che oscilla paurosamente tra la montatura ed il gravissimo malcostume: vogliamo solo ricordare come la famiglia Ariosto non sia mai stata insignita di titoli nobiliari.
Si potrà osservare come questo sia un aspetto assai scarsamente importante a fronte della gravità della vicenda, ma è un segno da un lato di quanto il titolo nobiliare ancora colpisca ed abbia presa sulle gente e, dall'altro lato, di quanta ignoranza vi sia in materia.
Spiace che si stia perdendo una parte importante della nostra cultura, spiace che si tenda a dimenticare quanto una classe, quella nobiliare appunto, abbia saputo fare in un passato non troppo lontano, ampiamente riscattandosi dalle accuse, in realtà raramente vere, che la volevano nel medioevo sfruttatrice della povera gente.
Perseguitata dalle sommosse di un popolo guidato da fanatici che si richiamavano alla rivoluzione francese alla fine del '700, amata nuovamente da quello stesso popolo che le riconosceva le doti di saggezza ed equilibrio che erano mancate ai suoi capi, apprezzata in tutto l'800 che le deve non solo molte delle conquiste scientifiche ed artistiche, ma soprattutto una gestione della cosa pubblica ben lontana da ciò che si è visto negli ultimi anni, la classe nobiliare è ancora custode di un patrimonio di tradizioni e di onestà. Naturalmente è pericoloso generalizzare, perché ognuno avrà in mente esempi di nobili poco edificanti : ma, nelle sostanza, si può affermare che rimane nelle file della nobiltà l'attenzione e l'attaccamento a valori oggi passati di moda.