Le casate feudali più antiche del Piemonte originario (pianure di Pinerolo, Torino, Ivrea: presenza Sabauda per eredità adelaidiana) sono probabilmente: i Valperga, i San Martino, i Luserna, i Piossasco, i Provana. Tutte accettano dal XIII secolo la presenza Sabauda.
I Provana, originari di Carignano, erano molto antichi: i documenti li fanno risalire a metà XIII sec. e già nel XIV sec. erano divisi in oltre15 linee e presto diramarono in Savoia, Provenza, Polonia, Armenia
Ebbero un primato nei feudi posseduti (90), in maggioranza posti a "circondare" Torino. Nel 1311-22 tennero casane in Val di Susa, per concessione Sabauda. Diedero un grande numero di cavalieri gerosolimitani, dal 1414, con cariche importanti: Filippo dopo il 1490 fu Commendatore di Chieti, Procuratore generale in Roma, Piliere della Lingua d'Italia e Ammiraglio della Religione Gerosolimitana nel 1525.
Anche l'Ordine Supremo della S.S. Annunziata li vide presenti con cinque cavalieri, da Andrea Provana di Leynì, Conte di Frossasco, Ammiraglio di Savoia e "braccio destro" di Emanuele Filiberto, nel 1568, a Umberto, ultimo Conte di Collegno, ultimo maschio del nome (morto nel 1991) e "braccio destro" di Umberto II, creato nel 1982. Caratteristica rimarchevole e diuturna di questo Casato è dunque la fedeltà dinastica al Capo di Casa Savoia attraverso almeno otto secoli.
Questa fedeltà li mise in difficoltà con i Savoia-Acaia, che durante il regno del Conte Verde li cacciarono da Carignano, obbligandoli a scegliere altre vie di espansione. Nel XVII sec. inizia la stabile dimora a Torino, con tutte le sue conseguenze.
In Sacra Romana Chiesa. La presenza dei Provana raggiunse cariche di grande responsabilità: dal Giovanni (probabilmente Provana), Vescovo di Torino nel 1200, a Giovanni Battista, Rettore del Capitolo di Torino, poi Vescovo di Nizza, a Antonio, Abate della Novalesa, poi Vescovo di Durazzo e infine Arcivescovo di Torino nel 1631.
Molti Provana furono docenti nella R. Università e munifici largitori dell'Ospedale di S. Giovanni.
Principali rami in cui si divise la Famiglia:
Collegno, Sabbione, Leynì, Druent, Pancalieri, Brilland, Villar Almese
Araldica:
La prima arma, agalmonica o parlante, si blasona: "d'argento alla vite sradicata al naturale", ma il della Chiesa blasona l'arma antica: "una vite in palo e uve negre, in campo d'argento"
La prima lapide sepolcrale (oggi alla Galleria Sabauda) è del 1382 nella chiesa di S. Chiara a Carignano, con lo stemma di Giacotto Provana
Papa Martino V Colonna, per riconoscenza della scorta fattagli da tutti i Provana, dopo la Sua permanenza a Torino al ritorno dal Concilio di Costanza, nel 1418 concede loro il privilegio di inquartare la Sua arma ("di rosso alla colonna dorica d'argento, con base e capitello d'oro, coronata dello stesso", normalmente al 1 e 4 quartiere)
Sigismondo II, Re di Polonia, nel 1557 concede a tutti i membri di accollare lo scudo all'Aquila bianca di Polonia
Principali blasonature specifiche note:
Collegno, Sabbione, Leynì, Castagnetto, Villar Almese-Bussolino, Cruseilles (nel Genevese), Moudon (nel Vaud), Provenza
Motti: variano con rami e stemmi e vanno da espressioni rigorosamente cristiane, come: "Optimum omnium bene agere", "In Domino confido", ad una meno caritatevole: "Nul ne s?y frote"
Carriere europee dei Provana
Oddone del Sabbione è mastro di campo degli Italiani nell'Esercito di Carlo V Imperatore
Traiano e Prospero, generali, vanno in Polonia
Francesco di Frossasco è presente in Ungheria, all'assedio di Vienna del 1683, poi a quello di Nizza del 1691
Guido milita con l'Esercito francese nelle Fiandre nel 1679
Tomaso di Bussolino è ufficiale dei Moschettieri di Luigi XIV
Ludovico di Faule è creato membro del Consiglio Supremo di guerra spagnolo per l'Italia e le Fiandre, alla metà del 1600
Carlo Gerolamo, gentiluomo di Camera in Baden e poi capitano in un reggimento imperiale.
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